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Lotta alla fame con il ricettario contro gli sprechi

La APG23 lancia il prontuario che verrà consegnato il 29 e 30 ottobre in 1000 piazze italiane

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Buccia d’anguria o di carota. O ancora: punta di carciofo. Aspettate prima di aprire la pattumiera dell’umido perché potrebbero svoltare la vostra serata facendovi fare un figurone col partner o con gli amici che avete invitato a cena. Sì, perché questi sono alcuni degli ingredienti contenuti nel “ricettario antispreco” realizzato dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23). Un piccolo prontuario per riutilizzare a tavola gli avanzi del giorno prima, o per coinvolgere nei vostri piatti anche quelle parti degli ortaggi che, di solito, si buttano via. Il tutto con un tocco da gourmet, che indubbiamente fa la differenza.

Così potrete stupire i vostri ospiti con il “pesto di carote mandorlato“, la “crema di scalogno e buccia di mela“, o le “lasagne di pane“. Questo ricettario, però, non si ferma alle cucine delle nostre case ma “parla al mondo”. Fa parte, infatti, dell’iniziativa “Un pasto al giorno“, che vedrà impegnati oltre 4mila volontari, il prossimo 29 e 30 ottobre, contemporaneamente in Italia, Inghilterra, Olanda, Germania, Portogallo, Svizzera, Russia, Bolivia e Cile.

Oltre 1000 postazioni, infatti, saranno pronte a consegnare, in cambio di un’offerta libera, un pacco di pasta da poco più di 100 grammi – esattamente una porzione, il pasto di un giorno. Una donazione grazie alla quale la Apg23 potrà continuare ad aiutare gli oltre 41mila fratelli che ogni giorno mette a tavola nelle sue oltre 600 realtà di accoglienza in 38 paesi del mondo. L’iniziativa vuol essere anche una efficace campagna di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari, “lottando contro la fame piatto dopo piatto“, si legge nella mission dell’iniziativa.

Negli anni della grande crisi, infatti, è proprio sul cibo che si gioca il più grande paradosso sociale dei nostri tempi: mentre l’Istat calcola a 4 milioni e mezzo i cittadini italiani in stato di povertà, la Coldiretti quantifica a 12,5miliardi il valore degli sprechi alimentari all’anno, di cui il 54% proveniente proprio dal consumo, il 15% dalla ristorazione, l’8% dall’agricoltura e il 2% dalla trasformazione. Solidarietà e responsabilità, dunque, sono le parole-chiave per riequilibrare questo sbilanciamento, creando così una nuova cultura del riutilizzo. “Anche attraverso il cibo si realizza la dignità dell’uomo“, ha affermato Giovanni Ramonda, responsabile generale della APG23perché significa affermare e rispettare il diritto al cibo: uno dei diritti umani fondamentali. L’eccedenza, la facilità di ‘buttar via’ infatti, è sinonimo di indifferenze ed insensibilità, gli stessi atteggiamenti che portano all’emarginazione degli ‘ultimi’, lasciati soli ad affrontare i problemi e le difficoltà della vita. Il nostro ‘pacco di pasta’, dunque, vuol essere il simbolo di un nuovo patto sociale, che consente di accrescere se stessi aiutando gli altri“.

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26 ottobre 2016

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