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Food photography: la composizione fotografica

Le linee guida per comporre l'inquadratura e scegliere la disposizione degli elementi

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In questo articolo cercherò di spiegarvi alcune linee guida per la composizione fotografica. Come prima cosa dovete capire come “ragiona” l’occhio umano per riuscire a compiacerlo: c’è chi legge da sinistra a destra come gli occidentali, chi da destra a sinistra come gli arabi, e chi in verticale come i Giapponesi e l’occhio è talmente abituato alla lettura dei testi scritti che utilizzerà lo stesso metodo per leggere le immagini. Per rendere una foto attrattiva internazionalmente, dobbiamo creare al suo interno equilibri tra gli elementi e riuscire a guidare l’occhio indirizzandolo sull’elemento importante dell’immagine o su ciò che vogliamo percepisca come prima cosa. Questa sorta di percorso visivo che creiamo si baserà sulla contrapposizione di spazi vuoti e spazi pieni, sulla prospettiva, sulla posizione e sulle forma degli oggetti. Dovete cercare, soprattutto nello still life di food, di immaginare prima come sarà la foto che volete, pensarla e poi realizzarla. Avete a che fare con elementi statici che potete disporre come preferite, realizzando più scatti con inquadrature diverse dello stesso soggetto, quindi in questo siete avvantaggiati perché potete tentare e ritentare. Per le foto non di still life, se ci troviamo ad un evento o dobbiamo includere nello scatto anche persone o oggetti in movimento, un buon modo per bilanciare il tutto è quello di lasciare dello spazio vuoto nella stessa direzione in cui si muove il soggetto, o in cui il soggetto guarda se si tratta di una persona. Guardando un viso girato verso a destra, ci aspettiamo che a destra ci sia qualcosa quindi al nostro occhio verrà spontaneo spostarsi in quella direzione ed è una buona cosa dargli lo spazio per farlo. Tenete poi presente che nel caso di una presenza testuale nell’immagine (una parola, una frase, un numero) l’occhio andrà subito a leggerla prima di fare una panoramica su tutta l’immagine, prima di ogni altra cosa, ed è proprio su questo concetto e sul posizionamento delle parole scritte nelle immagini che si basa la grafica pubblicitaria.

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Linee e geometrie

Le linee sono altri elementi che l’occhio è naturalmente portato a seguire. Possiamo sfruttarle nella composizione per indirizzare la lettura dell’immagine. Se messe in prospettiva centrale focalizzano l’attenzione nel punto in cui si incontrano (pensiamo alle foto centrate dei binari ferroviari o a quelle delle lunghissime strade americane) se sono linee verticali ci rimanderanno ad un’idea di forza, eleganza o rigore (grattacieli e torri ad esempio, o bottiglie e lunghi calici nell’ambito del food come nella foto che ho messo in apertura) quelle orizzontali invece comunicano calma ed equilibrio mentre le diagonali creano movimento e dinamismo. Le linee curve rimandano invece all’armonia creando un ritmo nell’immagine (una strada tortuosa o il percorso di un fiume visto dall’alto). Oltre alle linee realmente visibili nella foto, possiamo sfruttare anche le linee immaginarie che si creano tra i vari elementi come quella tra due persone che si guardano, o quelle che collegano gli elementi di spicco. A volte queste linee immaginarie tra gli oggetti possono creare delle forme e più saranno geometriche e precise più saranno gradite all’occhio (un triangolo, un cerchio o un quadrato). Anche le diagonali sono delle direttrici importanti che l’occhio segue quindi possiamo utilizzarle per disporre gli elementi lungo la loro linea, come nella foto del pomodoro accoltellato che vedere sopra. Nell’immagine a destra invece vedete come le bacchette e lo spargimiele siano stati posizionati in modo da creare delle linee che concentrino l’attenzione sul soggetto principale, la ciotola.

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Regola dei terzi

E’ la regola di composizione sia fotografica che pittorica più nota e utilizzata. Consiste nel suddividere idealmente il fotogramma in tre parti orizzontali e tre parti verticali (nove spazi) posizionando i soggetti dentro questi riquadri, o lungo le linee immaginarie che formano i riquadri, o nei punti di incrocio di queste linee. Alcune macchine fotografiche permettono di visualizzare questa griglia sul display o sul mirino mentre scattate. Seguendo questa regola potrete avere delle foto in cui il soggetto occupa solo uno dei terzi laterali dell’inquadratura; vi aiuterà a togliervi l’abitudine statica di fotografare mettendo sempre il soggetto al centro. Non che questo sia sbagliato anzi, solo è più scontato e a volte può risultare noioso. Nella foto che vi ho messo del brut rosé con le fragoline, vedete che l’immagine risulta equilibrata e piacevole pur avendo la parte centrale completamente vuota. La bottiglia si trova nel terzo orizzontale superiore, il calice nel terzo verticale di sinistra e le fragoline nel riquadro inferiore centrale. Nell’immagine centrale invece ho fatto coincidere la linea del tavolo con la linea del terzo superiore, ho inserito il calice all’interno del riquadro in alto a destra e il piatto al centro ma lungo la linea del terzo inferiore. In quella del sakè la bottiglia segue perfettamente la linea di sinistra, il dito si trova in uno dei punti d’incrocio e il viso è relegato nel riquadro in alto a destra. Nella foto sotto la ciotola forma un cerchio che si contrappone alle triangolo delle tre ciliege sfuse, l’unica ciliegia che sporge dal cerchio si trova lungo la linea di destra, due di quelle nel piano invece lungo la linea di sinistra e la terza è al centro del riquadro centrale di sinistra.

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Esiste anche un’altra regola di composizione chiamata sezione aurea di cui vi parlerò nel prossimo articolo, ma è più complessa e sfrutta le linee curve. Quelle che vi ho descritto sono linee guida assolutamente non obbligatorie quindi potete decidere di usarle o no. Se le usate otterrete sicuramente un risultato corretto a livello di disposione degli elementi nell’immagine, al contrario non usandole potreste ottenere sia un bel risultato che un risultato pessimo, a seconda di quanto siete bravi e di quanto è allenato il vostro occhio a capire quale composizione “funziona” e quale no. Indipendentemente da cosa decidiate di fare è bene conoscere questi modelli per scegliere consapevolmente. Il detto “imparare bene le regole per infrangerle nel modo giusto” è perfetto per questo caso. Picasso conosceva esattamente le regole tecniche di proporzione per il disegno realistico, ed è proprio conoscendole così bene che ha potuto ideare il cubismo contemplando la raffigurazione di una quarta dimensione. Non vi sto dicendo che dovete diventare tutti Picasso, ma cercate almeno di non essere solo dei meri applicatori di regole o riproduttori di cose già fatte.

21 aprile 2015

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