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Lanzarote

Quattro località da non perdere

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Lanzarote è un’isola dell’Arcipelago Canario, situato nel settore centro-orientale dell’Atlantico, a nord-ovest del continente africano.
Non si può pensare di andare a Lanzarote senza visitare quattro località di sicuro effetto.

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Parco Nazionale di Timanfaya

Questa bellissima Riserva Naturale che si estende per circa 50 km, è il risultato di uno dei più grandi disastri vulcanici che la storia abbia mai conosciuto (risalente al XVIII secolo), nel corso del quale andarono distrutti chilometri e chilometri di terreno ed interi villaggi. 

Il Parco Nazionale di Timanfaya sorge qui, in questo immenso ammasso vulcanico che oggi offre spettacoli paesaggistici davvero meravigliosi.

Esplorare questo posto è indubbiamente un’avventura senza pari: nell’affascinante desolazione del paesaggio, ci si ritrova avvolti da colori che spaziano dal grigio al rosso, passando per il nero ed il marrone.

L’escursione attraverso i 14 km della famosa Ruta de los Volcanos è compresa nel biglietto di ingresso e varrebbe da sola la visita al Parco, le aree vulcaniche che vi si possono ammirare sono tra le più suggestive al mondo.

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Il centro della riserva ospita Las Montañas del Fuego, un’area in cui le temperature del terreno si fanno davvero molto elevate: basti pensare che a soli pochi centimetri di profondità si arriva a 100°C. Qui si trovano sia il punto panoramico realizzato dal celebre César Manrique che il Restaurant del Diablo, ormai noto tra i visitatori.  

La particolarità di questo ristorante è che il cibo viene prevalentemente cotto su di un barbecue naturale alimentato dal calore stesso del vulcano!

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Dalla cima del vulcano ci trasferiamo sotto terra e precisamente a Jameos del Agua.

Jameos del Agua fa parte di un complesso di grotte vulcaniche formatesi migliaia di anni fa a seguito dell’eruzione del vulcano Corona. La parola “jameo” probabilmente deriva da un antico dialetto e si riferisce alla cavità prodotta quando il soffitto di una caverna crolla.

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Su una parte di questa zona vulcanica è intervenuto Cesar Manrique che l’ha resa accessibile ai visitatori con passaggi, terrazze, piscina e giardini con bar ristoranti.

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All’interno della grotta si trova una laguna, nella quale penetra l’acqua cristallina del mare ed è l’habitat naturale di una specie unica al mondo di gamberi ciechi e albini.

La grotta si può attraversare seguendo un piccolo sentiero scavato nella lava che costeggia la laguna. 
La rilassante musica new age di sottofondo, i piccoli passerotti che si appoggiano sulle mani per mangiare le briciole, le piante che scendono dall’alto e la calma irreale del luogo, inducono alla riflessione e alla contemplazione. 

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Lago verde

Non lontano dalla spiaggia di Playa El Golfo, possiamo trovare una delle attrazioni più singolari di Lanzarote, isola straordinariamente ricca di peculiarità e di forti caratteristiche identitarie dal punto di vista naturalistico.

Si tratta del Lago Verde, un nome straordinariamente anonimo per un paesaggio così suggestivo.
Il Lago Verde è spesso definito come un simbolo di Lanzarote per il suo essere simbiotico nei confronti delle due forze naturali che hanno generato e scolpito l’isola nel corso dei millenni: il vulcano e l’acqua marina. La laguna è stata generata da un antico cratere vulcanico sprofondato sotto il suo peso, nella cui cavità è confluita acqua marina.
Organismi vegetali marini ed alghe hanno potuto prosperare nel pur ridotto spazio del lago grazie alla presenza dei sali minerali di origine vulcanica. Tale presenza vegetale ha donato al laghetto il caratteristico colorito verde intenso. Il contrasto tra la oscura roccia vulcanica circostante e il verde profondo del lago costituiscono quasi un’iride, un occhio verde che affascina e ammalia con il suo sguardo.

A causa della delicatezza del luogo e dell’instabile equilibrio tra le due forze creatrici e distruttrici di origine vulcanica e marina, non è permesso fare il bagno nel lago, e neppure toccare l’acqua.

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Playa Quemada, a pochi chilometri da Puerto Calero. Rimarrete affascinati dall’atmosfera di antiche barche di pescatori e da uno stile di vita che conosce ancora i ritmi rilassanti della natura. Ma Playa Quemada è anche una bellissima spiaggia: il suo nome tradotto in italiano sarebbe “spiaggia bruciata”. Perchè questo bizzarro nome? Per via delle formazioni rocciose che la caratterizzano, scure, dalle tinte vulcaniche, nere e brillanti al tempo stesso.

Questa spiaggia non è la classica e forse anche banale spiaggia “bionda” uguale a mille altre nel globo: è una spiaggia dalla forte personalità. Una spiaggia dove gli stessi abitanti di Lanzarote vanno spesso a fare il bagno o prendere il sole, per la sua essenza genuina e “all’antica”. Le sue rocce vulcaniche bruciate offrono un colpo d’occhio eccezionale sull’Oceano Atlantico, e il contrasto tra i colori rende questa spiaggia una destinazione particolarmente scenografica.

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La sua posizione e il fatto di essere vista come una spiaggia “di paese”, di un antico villaggio di pescatori, forse l’ha protetta dallo sfruttamento da parte del turismo di massa. E proprio questo fatto l’ha resa una importante testimonianza della Lanzarote che era, ne ha preservato lo spirito e soprattutto l’atmosfera.

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Il ristorante, che porta lo stesso nome della località, è molto accogliente ed è possibile mangiare vicino al mare, pesce freschissimo e le tapas, buonissime. 

 

27 giugno 2015

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