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Il mercato di Rialto a Venezia

Uno dei luoghi più suggestivi della città, anima del suo cuore storico

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Probabilmente non è noto a tutti, ma la Venezia che oggi conosciamo, nasce sull’isola di Rialto.

Rialto è infatti una delle zone più antiche della città, fu il primo nucleo abitato e sembra che il nome, originariamente Rivo Alto, derivi dal suo terreno molto più solido e alto rispetto a quello delle altre isole. Un tempo Rialto era il luogo più importante e prestigioso, collocato sulla sponda occidentale del Canal Grande, esattamente dove fu costruito il primo ponte di barche successivamente sostituito da un ponte levatoio di legno. Solo a fine ‘500 si arriverà alla costruzione definitiva (oggi in restauro) dell’attuale Ponte di Rialto, una struttura in pietra ad unica arcata, dotato di due file di botteghe, opera dell’ingegnere Antonio da Ponte.

Anticamente piazza di scambio internazionale e luogo d’incontro dei venditori di frutta, ortaggi, pesce, carni, formaggi, ma anche di prodotti preziosi quali ad esempio gioielli e le pregiatissime spezie in arrivo dall’Oriente, Rialto ha comunque mantenuto fino ad oggi la sua vocazione commerciale e rimane, a mio avviso, uno dei luoghi più suggestivi di Venezia. 

Oggi il mercato di Rialto ospita il tradizionale mercato del pesce sotto alle Logge della Pescaria (Pescheria), e quello della frutta e verdura nell’adiacente Campo de l’Erbaria (Piazza delle Erbe).

Se desiderate immergervi nella vera atmosfera popolare veneziana, questa è davvero una tappa obbligata. Frequentato da un’animata folla di cittadini e turisti curiosi, con i suoi numerosi banchi, le tante varietà di prodotti esposte e le mille voci e colori che lo animano, rappresenta il cuore storico di Venezia.

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Sui muri esterni dell’edificio della Pescaria si possono ancora leggere le misure regolamentari dei pesci decretate dalla Serenissima. Il corbo ad esempio è l’ombrina, passarin la passera, sfogio la sogliola, verzelata il cefalo, bisato l’anguilla, peocio le cozze.

In questo grande mercato potrete trovare quasi tutte le specie di pesci della laguna veneziana.

Qui sotto di colore rosso, il re delle zuppe lo scorfano, che va maneggiato con attenzione perchè sul dorso e sotto alle branchie nasconde delle spine velenose.

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Adiacente alla Pescheria si trova il Campo dell’Erbaria, che si affaccia sul Canal Grande e dove ha luogo il colorato e festoso mercato della frutta e della verdura. Tra i prodotti in vendita molti arrivano dalla vicina isola di S. Erasmo, il grande orto di Venezia. Grazie ai suoi terreni argillosi, ben drenati e dalla salinità elevata, in questa isola crescono verdure particolari e saporite. Uno di questi prodotti è la varietà di carciofo che ha preso proprio il nome da quest’isola.

Tenero, carnoso e spinoso, dal color violetto cupo, la stagione del carciofo di S. Erasmo inizia a fine aprile, quando viene effettuata la raccolta delle castraure, ovvero il taglio del primo germoglio apicale del carciofo, che permette la crescita rigogliosa di altri germogli, chiamati botoi. Proprio per questo motivo le castraure sono una delizia disponibile in vendita soltanto per un paio di settimane l’anno e ad un prezzo un po’ più elevato rispetto alle altre varietà.

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Nel vicino Campo San Giacometo si può ammirare la piccola e  bellissima Chiesa omonima (chiamata così proprio perchè di piccole dimensioni). Sfuggita al disastroso incendio avvenuto nella città nel 1514,  questa chiesa del XI-XII sec, è considerata una delle più antiche di Venezia. Non possono che affascinare il visitatore il grande orologio della sua facciata e il porticato gotico in pietra e legno, unico esempio  originale rimasto a Venezia.

Sul lato opposto alla Chiesa si trova la Colonna del Bando, chiamata anche “Gobbo di Rialto”,  dove salivano i banditori che proclamavano le leggi della Repubblica, i bandi e le condanne.

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Nel campo San Giacometo c’è un lungo porticato detto Banco Giro che ai tempi della Serenissima era la Banca di credito dove mercanti e commercianti si incontravano per le loro contrattazioni.

Lungo il porticato ora si trovano diversi locali e osterie che si affacciano anche sull’altro lato dell’edificio, con sedie e tavoli all’aperto sulla larga fondamenta con vista sul Canal Grande.

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Il Canal Grande è la principale e grande strada trafficata di Venezia. Barche a motore e a remi, vaporetti e motoscafi che corrono frenetici e che sembrano evitarsi quasi per miracolo. In mezzo a questo gran traffico e confusione, i gondolieri, veri equilibristi del remo.

Se volete provare l’ebbrezza di attraversare il canale in gondola ci sono diversi punti lungo il Canal Grande in cui è possibile farlo. Appena usciti dalla Pescaria ne potrete trovare uno, il Traghetto di Santa Sofia.

Di fronte a voi la magnifica Ca’ d’Oro, uno dei pochi palazzi sul Canal Grande che non si chiama con il nome della famiglia che vi abitava. Un tempo riccamente decorata d’oro e colori accesi oggi, seppur ancora stupenda, dell’oro è rimasto soltanto il nome.

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Molte osterie, dove un tempo si potevano vedere anziani intenti a giocare a carte e bere un ombra di vino, sono ormai diventati veri e propri ristoranti.

Nella zona di Rialto ce ne sono però alcune che hanno mantenuto il loro sapore antico, dove poter gustare ottimi vini e cicheti e, soprattutto, frequentate dai veri veneziani, che dopo aver fatto la spesa al mercato, si fermano per una sosta e per fare do ciacoe (chiacchierare).

Sui banchi delle numerose osterie non mancano mai panini di vario tipo, crostini, polpette e svariati assaggini preparati con verdure e pesce. E lo spritz ovviamente, a Venezia viene servito con l’oliveta!

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Dall’ambiente decisamente veneziano, nei dintorni del mercato, ci sono All’Arco (Calle dell’Ochialer) e la Cantina Do Mori (Calle Galliazza). Per uno street food tutto veneziano da provare il ‘scartosso‘ take away di Acqua e Mais (Calle del Forno).

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In Campo San Giacometo nell’omonimo sotoportego, l’Osteria Bancogiro, dove è possibile fare una sosta per un aperitivo con tipici cicheti veneziani e godendovi la vista sul Canal Grande, oppure pranzare. Fuori dagli itinerari turistici ma nei pressi di Rialto, il Ristorante Vecio Fritoin (Calle della Regina), in un palazzo del’500, qui tante proposte della tradizione culinaria veneziana rivisitate dall’estro del giovane Chef Daniele Zennaro. Non è un ristorante vegetariano, ma accontenta anche chi cerca piatti estrosi e gustosi a base di verdure di stagione e cereali, l’Osteria La Zucca, si trova nel sestriere di S. Croce ai piedi di un suggestivo ponte.

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Nelle vostre passeggiate a Venezia prestate attenzione ai nizioleti (piccolo lenzuolo in veneziano) affrescati agli angoli delle calli, sui ponti, sottoportici e campielli. Sono le indicazioni stradali dipinte a mano direttamente sugli intonaci delle case e palazzi.

Qui non ci sono vie o strade (anzi ce n’è soltanto una, la Strada Nóva), a Venezia  la via è la calle, la ruga (strada con negozi su entrambi i lati), la salisada (strada selciata, questo per differenziarle dalle calli che in origine erano di terra battuta), il rio terà (canale interrato), la  fondamenta (la riva pedonabile, i camminamenti che costeggiano i canali), e le piazze, sono il  campo, il  campiello o la  corte (l’unica Piazza è S. Marco). I loro nomi riportano alla storia di quel luogo. Lo spezier in questo caso è il farmacista, le beccarie le macellerie, la calle stretta, beh, è davvero molto stretta (65 cm)!

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Venezia è una città nata sull’acqua e che sull’acqua vive, tante piccole isole collegate da tanti ponti, ce ne sono oltre 400, ognuno diverso, ognuno con il suo nome e la sua storia, le case e i palazzi colorati che affacciano sul rio o canale, i panni stesi, le piccole imbarcazioni ormeggiate.

Dopo aver seguito cartine ed indicazioni per visitare i luoghi di maggiore interesse però vi do un consiglio, anzi vi lascio il consiglio di Tiziano Scarpa, tratto dal suo libro “Venezia è un pesce”.

“Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento?… Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona…. Il primo e unico itinerario che ti suggerisco ha un nome. Si intitola: a caso. Sottotitolo: senza meta. Venezia è piccola, puoi permetterti di perderti senza mai uscirne davvero. Male che ti vada, finirai sempre su un orlo, una riva davanti all’acqua, di faccia alla laguna…Smarrirsi è l’unico posto dove vale la pena di andare.”

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Venezia non si finisce mai di scoprire.

8 maggio 2016

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