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Alla scoperta del bacino di Arcachon, dune, ostriche e tapas.

Una breve vacanza a “Le Bassin d'Arcachon”

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Lo ammetto, non conoscevo Arcachon e la sua grande baia fino a quando non ho visto le foto di mia figlia Sofia, che nel suo tour europeo con l’Interrail è passata anche da queste parti.

E’ bastato dare un’occhiata a quelle immagini per decidere di prendere il primo volo per Bordeaux, affittare una 500 nera con tettuccio panoramico e dall’aeroporto, in meno di un’ora, siamo arrivati ad Arcachon.
La nostra casetta, una piccola cabane di legno, all’interno del parco del golf di Gujan-Mestras, tra coniglietti bianchi saltellanti in ogni dove, cavalli, aironi e ricci…liberi per il bosco, è stata il nostro punto fermo per tutta la vacanza.

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Ma dove siamo ? Siamo nei boschi delle Lande di Guascogna che si affacciano sull’oceano Atlantico e su un grande bacino, a meno di 200 km a Nord di Biarritz e della costa Basca.
E perché qui ? Se non vi bastano le grandi spiagge sull’oceano, le dune più alte e i boschi più grandi d’Europa, le isolette di sabbia che appaiono con la bassa marea e sembra di essere ai tropici, il bacino del fiume Leyre con la sua riserva ornitologica e il fascino esclusivo di Cap Ferret, vi basti sapere che nel bacino ci sono ben 26 porti ostricoli (dove si degustano le ostriche per capirci)!

Intendiamoci è un’area turistica, i francesi che conoscono bene le sue bellezze arrivano a frotte e anche i turisti dalla Spagna o dal Nord non mancano (mentre di turisti italiani non ne abbiamo incrociati molti), ma le spiagge sono così vaste che se cercate un posticino selvaggio e semideserto lo potete trovare di sicuro.

cap ferret france plage

Arcachon è una piccola cittadina  che si affaccia all’interno del grande bacino (dall’altra parte si vede Cap Ferret), dai suoi moli partono diverse tipologie di mezzi acquatici per navigare nei paraggi (senza avventurarsi nell’Oceano naturalmente) e lungo la costa atlantica è un susseguirsi di spiagge e di quartieri molto “chic”.

Arcachon france

Nel centro di Arcachon c’è un mercato coperto che ci è piaciuto moltissimo, come struttura,  come prodotti esposti, tutti rigorosamente da produttori della zona, insomma da perderci la testa. Carino anche per l’immancabile spazio per degustare le ostriche e piccole tapas basche.

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Come dicevo, di fronte ad Arcachon,dall’altra parte della baia, c’è Cap Ferret,  una lunga lingua di terra (e di sabbia) che separa l’oceano dal bacino di Arcachon. Si può raggiungere anche in battello, catamarano o con altri tipi di barchette, ma è bellissimo gironzolare anche in auto, accompagnati dalle note jazz, un languido jazz…di  Radio Cap Ferret (97.9 FM) che sottolinea perfettamente  la bellezza di questa zona.

Ci siamo rilassati per qualche ora, sulla sabbia della Plage de l’Horizon (un po’ prima di raggiungere il Faro, dove arriva anche un mini trenino) dove si può  fare il bagno in un breve tratto di costa delimitato da bandiere e tenuto sotto controllo dai bagnini di salvataggio.

cap ferret france plage

Divertente vedere come i cartelli che avvisano della pericolosità delle onde e le bandiere che delimitano la parte “sorvegliata” siano costantemente spostati in funzione dell’alta marea, in pochissimo tempo l’escursione tra la bassa marea e l’alta è decisamente evidente e potente.

Arrivare sulla punta di Cap Ferret permette di ammirare l’orizzonte a 180 gradi, a destra le onde oceaniche che cercano di entrare nella baia e a sinistra la costa dove si staglia la Dune de Pilat. Il vento è incalzante e i colori sono nitidi, smaglianti…nessuna foto può rappresentare l’emozione che si prova in questo punto.

cap ferret france

Il lato che affaccia sul bacino invece è disseminato di “Village ostréicole”, viuzze accoglienti di sabbia e gusci d’ostriche, tra le pittoresche cabane di legno, nelle foto alcuni scorci di quello  di “Le Canon”.

cap ferret france
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oyster-degustationcap-ferret-france-005La nostra degustazione di ostriche l’abbiamo però fatta nel piccolo Port de Pirallan dove, ammirando il tramonto sulla baia, alla Cabane 57, i piedi quasi nell’acqua, seduti ai minuscoli tavolini di legno, ci siamo letteralmente assaporati le nostre ostriche, qui tutto sa di ostrica, anche l’aria…servite insieme a pane di segale, burro, gamberi e patè,  sorseggiando dell’ottimo vino rosè ghiacciato (pare che da queste parti vada alla grande).
Non siamo dei  grandi esperti, ma possiamo dire senza ombra di dubbio che quelle che abbiamo assaggiato qui, siano le più buone che abbiamo mai mangiato, carnose, succose, ma anche delicate al tempo stesso, con una dolcezza finale che non ho mai trovato in altre.

cap ferret france

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Comunque locali esclusivi sul mare dove mangiare bene e magari incontrare qualche vip francese non mancano di sicuro.

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Qualora decideste di scoprire Bacino di Arcachon  in battello (o in catamarano), avrete una bellissima vista della Duna de Pilat dal mare e di vedere da vicino le isolette di sabbia che affiorano con la bassa marea e che separano il bacino dall’oceano, a cui si può accedere con piccole barchette o a piedi dalla terra ferma, ma sempre con molta attenzione agli orari della marea.

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Si costeggia poi la parte interna di Cap Ferret e si naviga intorno all’Isola degli Uccelli (Ile aux Oiseaux). Anche qui i ritmi sono dettati dalle maree (ogni 12 ore) che sono fondamentali per l’allevamento delle ostriche, ma grazie al nostro pessimo francese abbiamo capito ben poco della spiegazione sulle tecniche di ostricoltura.

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La Duna du Pilat (“una stupida montagna di sabbia bellissima” cit. Sofia) con i suoi 120 metri di altezza, è la duna di sabbia più alta d’Europa.

Un posto veramente pazzesco, si può salire in cima facilmente (la sabbia finissima  è piacevolissima, ma c’e’ anche una scalinata attrezzata) e godere così di una vista spettacolare, davanti un oceano d’acqua, alle spalle una distesa verde incredibile.
Noi abbiamo deciso di salirci a fine giornata, per ammirare il tramonto, ma scordatevi di godervelo da soli, i turisti sono tanti ed il maggiore divertimento è lanciarsi di corsa giù dalla parete più ripida: sensazione fantastica! E’ una tappa irrinunciabile se passate da queste parti!

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Oltre all’esplorazione del bacino di Arcachon, ci si può dirigere verso sud, verso il confine con la Spagna, passando attraverso i boschi e fermandosi alla spiaggia di Biscarrosse, piccolo villaggio separato dalla costa da grandi dune coperte da una coltre di vegetazione variegata.  La costa è lambita dalle grandi e spumose onde dell’Atlantico e il bagno è lasciato ai più coraggiosi e soltanto sotto l’attenta supervisione dei guardaspiaggia.

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Il cielo è in continua evoluzione, come si confà ad un clima Atlantico, mai fermo, meraviglioso e unico.

biscarrosse plage
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La vera meta però è la mitica Biarritz, a due passi dal confine con la Spagna basca, con i suoi palazzi eleganti e l’aria un po’ retro è un cocktail perfetto di Francia e Spagna. I locali propongono le immancabili ostriche e grandi paielle, champagne e tapas. Nelle vie dal gusto “parigino” i turisti si mescolano, chi con eleganza, chi a piedi nudi, capelli bagnati e tavola da surf sottobraccio.

Lo spettacolo è splendido, l’oceano si infrange sulla spiaggia dietro al Casinò,  dove i surfer si esibiscono davanti ad un grande pubblico, tutti in attesa dell’onda perfetta.

Biarritz

Ci emozionano le grandi onde che si infrangono contro i faraglioni della costa arrivando a creare spruzzi alti diverse decine di metri. Nelle piccole insenature lungo la strada, i ragazzi si divertono come pazzi a farsi spruzzare.  Rimaniamo a bocca aperta, Biarritz è speciale!

Biarritz
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Sul porticciolo turistico, si sussuegono piccoli localini in cui degustare una delle specialità francesi di tutta la costa atlantica, le Moules a la creme, decisamente particolari per noi mediterranei, ma buonissime davvero.

Biarritz
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Biarritz

Se poi siete “stanchi” di ostriche o di onde oceaniche, ci si può immergere nella natura del delta del fiume Leyre. Si può fare un giro in canoa nel dedalo di canali, oppure muoversi silenziosamente su una barchetta elettrica per non disturbare la fauna del posto.
Vi consiglio di controllare gli orari della marea, in quanto sia la canoa che la barchetta, non sono sempre disponibili e se  arrivate con la bassa marea (sui loro siti sono sempre indicati gli orari migliori che corrispondono all’alta marea) potete comunque fare una bellissima passeggiata nella Riserva Ornitologica du Teich dove vi noleggeranno un binocolo e nascosti nelle casette di osservazione potrete ammirare le grandi cicogne e i minuscoli Martin-Pescatore.

oasi
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arcachon oasiNon dobbiamo dimenticare la città di Bordeaux, si può passeggiare per le strade del centro (patrimonio Unesco) fino a camminare sullo “specchio d’acqua” davanti alla spettacolare Piazza della Borsa, soprattutto se poi vi capita, come è successo a noi, di beccare una delle peggiori giornate di “canicule” degli ultimi decenni, in città (quasi 40 gradi ) e potete trovare refrigerio, l’effetto che fa è una sorta di  “miraggio” . Non deve mancare una visita al nuovissimo e avveniristico museo del Vino (la Cité du Vin) , una imponente struttura inaugurata a maggio di quest’anno e che hanno definito il “Guggenheim del vino”.  Purtroppo di questo vi posso solo raccontare, piccoli contrattempi non mi hanno permesso di documentare a dovere questa tappa, ma si sa…bisogna sempre lasciarsi qualcosa indietro da fare o da vedere, per ritornare!

18 settembre 2016

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